| Qualche
notizia su Thiesi 
Uno sguardo in anteprima
Thiesi si adagia su un basso pianoro calcareo alle pendici orientali dell'altopiano
"Su Montiju". L'antropizzazione dell'area risale almeno al periodo neolitico,
mentre l'abitato nasce durante la dominazione romana, modificando nel corso dei secoli il
suo impianto urbanistico, sviluppatosi in due zone distinte: la prima attorno alla chiesa
di Santa Vittoria, la seconda attorno alla seicentesca chiesa di Sant'Antonio. Fino a poco
tempo fa la forma del paese ricordava quella di un triangolo, ai cui vertici erano posti
il santuario della Madonna di Seunis, il convento con la chiesa di San Sebastiano e la
chiesa di San Giovanni in Badde Serena. Secondo una leggenda questi santi protettori
impedirono la penetrazione nell'abitato della peste e del colera propagate da due diavoli,
mentre i paesi vicini ne furono contagiati.
Fin dall'XI secolo il paese è ricordato col nome di Tigesi: con questa dicitura compare
nel condaghe di San Quirico di Saure, allegato al condaghe di San Pietro di Silki.
L'etimologia del nome dovrebbe risalire all'aggettivo sardo "tiesu", che
significa disteso o esteso, mentre lo storico G. Spano la faceva derivare dal termine
fenicio "bethiezi" (casa della mia fortezza), ma molti ritengono l'ipotesi
inverosimile. Secondo alcune fonti Thiesi sarebbe stata fondata dagli Ebrei deportati in
quest'area dai Romani.
Oggi l'economia del paese si basa soprattutto sulla produzione lattiero-casearia e
sull'esportazione di prodotti tipici come il pecorino romano. Di interesse anche la
produzione artigianale di articoli derivati dalla lavorazione di pelli, lana e legno e
dalla tessitura.
Perché visitare Thiesi
Partendo dal centro del paese, sulla via principale, si trova la chiesa parrocchiale di
Santa Vittoria, un bellissimo esempio di gotico-aragonese eretto all'inizio del
Cinquecento. Tipicamente gotico è il bel rosone, mentre di gusto più classico sono la
raffinata decorazione e il portale architravato, i cui rilievi presentano accenti
popolareschi. Altra chiesa da visitare è quella di Sant'Antonio da Padova, realizzata
intorno al 1650, fulcro attorno al quale si è sviluppato il secondo impianto urbanistico
del paese. Qui tutti gli anni viene recitata "sa treighina".
Sempre all'interno del paese è possibile ammirare, nell'edificio della scuola media, un
murale del grande pittore sardo Aligi Sassu, che proprio a Thiesi visse per alcuni anni e
aprì uno studio. Il murale ricorda "s'annu de s'attaccu" (l'anno dell'assalto,
cioè il 1800) delle truppe del signore del paese, il duca dell'Asinara, contro gli
abitanti che si erano rifiutati di pagargli i tributi.
Nella periferia dell'abitato sorge poi, su uno spuntone di roccia che domina la valle del
rio Molinu, il santuario della Madonna di Seunis, meta di pellegrinaggi mariani. Il
santuario fu costruito nel Settecento con successivi rimaneggiamenti. Secondo la
tradizione un contadino, mentre arava il suo campo, trovò una cassetta al cui interno era
custodita la statua di una Madonna. Dopo la scoperta il contadino, incoraggiato dalla
popolazione del villaggio, offrì il suo campo alla Madonna e iniziò la costruzione del
santuario. La statua oggi si conserva nella chiesa all'interno di un tronetto
ottocentesco. La festa della Madonna di Seunis viene celebrata l'8 settembre e richiama un
gran numero di fedeli.
Ultima chiesa che consigliamo di visitare è quella di San Giovanni, che si trova in una
meravigliosa vallata ricca di vegetazione e raggiungibile grazie a delle scale ripide in
pietra. La festa viene celebrata il 24 giugno ed è organizzata dai giovani di Thiesi.
Caratteristico è il cosiddetto "fogarone de Santu Giuanne", un grande falò che
viene acceso la sera del vespro.
Poco fuori Thiesi è possibile raggiungere in auto gli ipogei di Mandra Antine, delle
domus de janas datate al III millennio a.C., che prendono il nome dalla tomba più famosa,
detta anche la "tomba dipinta" e caratterizzata da decorazioni ad affresco dagli
accesi colori dell'oro, del rosa, del cinabro e del nero. Questa tomba è chiusa da una
recinzione, che permette di vedere l'interno attraverso una cancellata; chi volesse
entrare deve chiedere la chiavi al comune di Thiesi.
Sempre fuori dal paese si trova anche il protonuraghe Fronte 'e Mola o Su Saccu, situato
all'estremità di un boschetto di cipressi. Il monumento è nascosto dalla vegetazione e
pertanto è poco visibile da lontano.
Per chi desiderasse un viaggio nei sapori del Meilogu, Thiesi offre tutta una serie di
piatti succulenti che vanno dalle "impanadas", piccoli timballi di pasta ripieni
con carne di maiale aromatizzata con noce moscata e zafferano, a "su succu", un
primo fatto con la semola di grano duro e la fregola cucinati nel sugo o nel brodo, a
"su ghisadu", ossia carne d'agnello fatta cuocere nel sugo di pomodoro.
(dal sito sardegnaturismo.it) |
Qualche foto
di Thiesi 


Tomba dipinta di Mandra Antine

Cortile della Torre Prigione

Nuraghe quadrato Fronte 'e Mola

L'altare di Monte Mesu
|